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Carcharodon carcharias (6) dente squalo bianco

Prezzo :
330,00
  • Codice Prodotto: C24438
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Descrizione

Provenienza : Oceano Indiano (Madagascar)

Misura : mm 51


un dente di squalo bianco, diagonale mm 51, altezza mm 49, base mm 37, pezzo unico, come in foto (fronte-retro).

Il Carcharodon carcharias (Linnaeus, 1758), chiamato anche grande squalo bianco, carcarodonte o talvolta semplicemente pescecane, è un pesce cartilagineo (Condrohycthyes) della famiglia dei Lamnidae. Unico rappresentante vivente del genere Carcharodon, questo squalo è il più grande pesce predatore esistente sul pianeta. Protagonista di tanti film e documentari, è la specie di squalo più conosciuta e studiata al mondo.
Fu Linneo a dare allo squalo bianco il primo nome scientifico, Squalus carcharias, nel 1758. Sir Andrew Smith gli ha dato quello generico di Carcharodon nel 1833. Nel 1873 il nome generico è stato accorpato a quello scientifico dato da Linneo, diventando così quello attuale di Carcharodon carcharias. Carcharodon viene dal termine greco antico καρχαρόδων karcharódōn (composto di κάρχαρος kárcharos, che significa "aguzzo", con quello di ὀδούς, ὀδόντος, odóus, odóntos, che significa "dente"). Dato che καρχαρίας, karcharías, significa "pescecane", il significato finale è "pescecane dai denti aguzzi".
Il grande squalo bianco sembra essere apparso sul pianeta durante il Miocene: il più antico fossile conosciuto è stato datato come risalente a 16 milioni di anni fa. Secondo alcuni biologi lo squalo bianco potrebbe discendere da un gigantesco squalo preistorico, il Carcharodon megalodon, perché la somiglianza dei denti e le dimensioni molto elevate hanno spinto molti studiosi a ritenere che essi fossero strettamente legati dal punto di vista evolutivo. Il megalodonte è stato dunque inserito nel genere Carcharodon, ovvero nello stesso genere a cui appartiene anche lo squalo bianco. Tuttavia, altri biologi ritengono che, nonostante l'indiscussa appartenenza di entrambi all'ordine Lamniforma, lo squalo bianco in realtà sia più imparentato con il progenitore del Mako, l'Isurus hastalis, e assegna il Megalodon al genere Carcharocles.
Ci sono anche altre teorie, sì che il dibattito tra i biologi evoluzionisti è ancora in corso.
Sostanzialmente cosmopolita, è diffuso particolarmente in acque fredde o temperate tra gli 11 e 24 °C, sulla costa o al largo. È particolarmente presente al largo delle coste meridionali dell'Australia, Sudafrica, California e Messico. È tuttavia possibile trovarlo anche in acque più calde, come ai Caraibi o più temperate, come nel mar Mediterraneo, nell'area che comprende Sicilia, Malta e Tunisia. Uno studio del 2010 effettuato sul patrimonio genetico ha ipotizzato che gli squali bianchi del mediterraneo siano arrivati dall'Australia 450.000 anni fa attraverso lo Stretto di Gibilterra a causa di un errore nel seguire le correnti marine e che non siano più riusciti ad uscirne, finendo per divenire isolati geneticamente.
È uno squalo pelagico, ma si avvicina alle coste nelle aree particolarmente ricche di potenziali prede (come, ad esempio, colonie di otarie, foche, o pinguini). Tende a restare ad una profondità che va dalla superficie ai 250 metri, anche se può scendere molto oltre, fino a 1.200 metri.
È una specie massiccia, seppure di corporatura variabile. Ha cinque fessure branchiali, le quali possono pompare acqua soltanto se lo squalo è in movimento. Grazie alla sua doppia colorazione (bianco nella parte inferiore del corpo, e bruno in quella dorsale) la visibilità dello squalo bianco viene ridotta, perché si presenta scuro se visto dall'alto e chiaro se visto in controluce.
La pelle dello squalo bianco (e degli altri squali) non ha scaglie, ma dentelli dermici appuntiti utili per far scorrere l'acqua lungo il corpo dello squalo e lo proteggono dai parassiti.
Possiede quella che, per convinzione popolare, è stata ritenuta la più potente mascella tra gli animali viventi, in realtà il morso del coccodrillo è infinitamente più potente. Questo perché lo squalo si è evoluto per cacciare prede come foche, pesci e delfini, creature dal corpo molle e non corazzato, a differenza di predatori terrestri come tigri o orsi che si sono evoluti per dare la caccia a grandi erbivori dalla mole possente e dalla costituzione massiccia e robusta. C'è inoltre da notare che lo squalo bianco, a differenza di quest'ultimi, non ha bisogno di un morso particolarmente forte perché uccide le sue prede più piccole ingoiandole immediatamente e quelle più grandi strappandole brandelli di carne per poi aspettare che muoiano dissanguate (tattica denominata "mordi e fuggi") laddove questi animali per uccidere le loro prede devono esercitare una grande forza per soffocarle.
La bocca dello squalo bianco è dotata di varie file di denti: triangolari e seghettati sull'arcata superiore per sminuzzare la preda, lunghi e appuntiti su quella inferiore per pugnalare e tenere ferma la preda. I denti arrivano a misurare fino ad un massimo di 7,5 cm.
Le dimensioni medie oscillano tra i 4 e i 6 metri, con un peso (per gli adulti) tra i 1000 e i 1900 kg. Probabilmente può arrivare a oltre 7 metri di lunghezza.
Questo squalo può vivere dai 30 ai 40 anni. La specie è ovovivipara e non mostra il cannibalismo intrauterino come verificato nello squalo toro.
È tra gli squali giudicati pericolosi per l'uomo, insieme al longimano, al tigre e al leuca, e spesso viene esageratamente definito "il mangiatore di uomini". Idea iniziata nel 1975 col film Lo squalo di Steven Spielberg, adattamento dell'omonimo romanzo di Peter Benchley. In effetti lo squalo bianco è pericoloso per l'uomo qualora se ne entri in contatto, ma spesso sono dei morsi esplorativi dovuti alla somiglianza che ha, vista dal basso, la forma di un surfista con quella dei mammiferi marini. Lo squalo bianco non è però un pericolo in termini assoluti, poiché la probabilità di incontrare uno squalo bianco è estremamente rara. Durante la propria vita, la probabilità di morire per un attacco di cuore è di 1 su 5, 1 su 7 per cancro, 1 su 84 per incidente stradale, 1 su 13.729 per colpo di calore, 1 su 79.746 per fulmini e 1 su 3.748.067 per un attacco di squalo. Poiché queste statistiche riguardano le morti causate da tutti i tipi di squalo, la percentuale di morti causate specificamente dallo squalo bianco è perciò ancora più bassa. L'uomo è molto più pericoloso per lo squalo bianco di quanto lo squalo bianco non lo sia per l'uomo.

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- Guida per riconoscere i pesci d'acquario, Gwynne Vevers - ed. A.Vallardi;
- Gli squali, K. Deacon, P. Last, ecc. - ed. De Agostini;
- Squali, Piero e Alberto Angela - ed. Mondadori;
- Squali. Guida alle specie del Mediterraneo, R. Pirino e M Usai - ed. Eda



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