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Acherontia atropos

Prezzo :
24,00
  • Codice Prodotto: Z21759
  • Prodotto Disponibile
Quantità :  

Descrizione

Provenienza : Bulgaria


sfinge testa di morto, disegno a teschio sul torace, lunghezza ala cm 5-5,5.
La farfalla, eccezionalmente e diversamente da tutte le altre, viene inviata già messa in posa ad ali aperte, e nel costo è incluso il lavoro di preparazione, che di regola -lo ricordiamo- non eseguiamo, essendo a cura del cliente. Lo spillo non è incluso per problemi di imballo, ma il torace è già forato per accoglierlo.
 

La sfinge testa di morto è una falena appartenente alla famiglia delle Sphingidae e rappresenta la specie più conosciuta tra le tre appartenenti al genere Acherontia. Il termine "sfinge" si riferisce al fatto che il bruco di questa falena è capace di sollevare la parte anteriore del corpo assumendo una posizione che assomiglia vagamente a quella della sfinge greca o egiziana. L'espressione "testa di morto" è dovuta a un tratto molto caratteristico di questa falena, che la distingue da tutte quelle con cui condivide l'areale: sul lato dorsale del torace spicca una macchia biancastra, con due puntini neri, che ricorda la forma di un teschio. Per quanto riguarda la nomenclatura scientifica, il termine "Acherontia" si riferisce all'Acheronte (in greco Ἂχέρων) uno dei fiumi infernali che secondo la mitologia greca occorre attraversare per accedere al regno dei morti. L'epiteto specifico "atropos" invece deriva dal nome di una delle tre moire greche, Atropo (in greco Ἄτροπος), a cui era assegnato il compito di recidere il filo della vita.
La sfinge testa di morto è l'unica farfalla al mondo capace di produrre un grido con la faringe. Infatti, sia il bruco che l'adulto, quando vengono disturbati o si sentono minacciati emettono un suono abbastanza forte, simile a un cigolio o allo stridio di un topo. Questo comportamento è facile da osservare in maschi che hanno appena raggiunto una fonte di luce e che sono ancora nello stato di eccitazione caratteristico di questi momenti. Il suono emesso è udibile fino a una quarantina di metri e viene prodotto espellendo violentemente dell'aria che mette in vibrazione una piccola lamina situata all'imboccatura della faringe. Questo comportamento, unito a quello di sollevare le ali, di muovere rapidamente l'addome vivacemente colorato e alla secrezione di una sostanza dall'odore nauseante attraverso i peli ghiandolari dell'addome, ha la funzione di scoraggiare l'attacco dei predatori.
La macchia a forma di teschio sul torace ha fatto in modo che questa falena guadagnasse una reputazione negativa, ispirando associazioni con il mondo soprannaturale e con il maligno. Secondo numerose superstizioni, essa è messaggera di guerra e pestilenza, portatrice di sfortuna, arreca gravi disgrazie e morte nelle case in cui vola. La stessa falena è protagonista di un racconto di Edgar Allan Poe, La sfinge (The Sphinx) del 1846 e viene citata anche nei romanzi Dracula di Bram Stoker. È stata poi resa famosa dal libro di Thomas Harris Il silenzio degli innocenti e ancor più dal film omonimo uscito nel 1991 e diretto da Jonathan Demme.



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